Animali e terza età: come cambiano le loro emozioni?



Nei giorni scorsi ho letto un interessante articolo di Camilla Marinoni, una collega consulente di fiori di Bach. Nell’articolo si parla di malattie neurodegenerative negli umani e di come i fiori di Bach possano aiutare in casi come l’Alzheimer, la demenza senile ed altre malattie legate all’avanzare dell’età.

Mentre leggevo, pensavo alla mia prima cagnolina, Tomì, vissuta ben 18 anni.

Tomì è stata l’esempio principe della mancanza di conoscenza del mondo dei cani.

Non socializzata, ha vissuto per tutta la vita in casa, a contatto con noi membri della famiglia. Non usciva praticamente mai, se non per brevi passeggiate una volta all’anno, in cui manifestava chiaramente disagio e ansia. Inoltre, aveva la tendenza a montare un orsetto di pelouche, probabilmente come risultato di una vita etologicamente scorretta.

Durante alcune estati, poche per la verità, veniva messa in una pensione con box e prato. Solo oggi riesco a capire l’enorme difficoltà e paura che quella cagnolina doveva provare. L’assenza di una struttura emotiva solida dovuta alla totale mancanza di qualsivoglia esperienza diversa dall’ambiente domestico, doveva trasformare quei momenti da oggettivamente dolorosi a incubi veri e propri.

Proprio in questo istante della sua vita, malauguratamente per lei, vengono inserite nella mia famiglia due cagnoline, Bulla e Mandorla. Mentre Mandorla la ignorava, Bulla la vessava.

Bulla aveva un senso dell’umorismo tutto suo che la portava ad avvicinarsi di soppiatto a Tomì e ad abbaiare all’improvviso per poi venire da me scodinzolante e divertita, mentre la povera cagnolina anziana restava tremante al centro della stanza.

Tomì era inerme e noi eravamo veramente poco empatici con lei, non rendendoci conto della gravità della situazione.

Si è spenta lentamente, peggiorando sempre di più. Negli ultimi momenti della sua vita, Bulla le è stata vicina come non le ho mai visto fare, dormendo di fianco a lei e standole accanto durante le medicazioni.

Leggendo l’articolo di Camilla ho pensato a quante volte gli animali anziani potrebbero trovare conforto dall’uso dei fiori di Bach. Tra le emozioni che Camilla individua più frequenti negli anziani sono riportate:

  • solitudine
  • vivere nel passato
  • paura
  • perdita della propria autonomia
  • perdita della memoria (e conseguente difficoltà a riconoscere persone e luoghi)
  • smarrimento

Quante volte i nostri animali anziani danno l’impressione di essere smarriti? E quanto è difficile per un animale la consapevolezza di non avere più la sua autonomia?

Spesso sottovalutiamo questi delicati stati emotivi ma al riguardo si può fare tanto, specie con trattamenti naturali che supportano le emozioni.

Un altro interessantissimo spunto che ho trovato nell’articolo di Camilla è stato lo sguardo attento rivolto ai parenti dell’individuo anziano. D’altronde in una relazione ci sono più attori e noi persone ci troviamo ad accompagnare il nostro compagno di vita verso la fine della sua vita terrena, con tutta la profonda sofferenza che possiamo provare. Non è difficile immaginare lo stato di grande dolore che si può attraversare quando ci si trova in queste situazioni.

Perdere qualcuno che amiamo è la prova più dura a cui tutti noi siamo sottoposti ed essere supportati dai fiori di Bach in questo cammino è un modo per confermare l’amore per noi stessi e per onorare la relazione che sta finendo. I fiori ci ci permettono di essere di maggiore supporto per i nostri amici animali, di ricordare i momenti belli, di lenire il dolore profondo e di essere presenti a noi stessi invece di soffocare in un mare di dolore che ci paralizza.

Non bisogna prendere sotto gamba le emozioni di un animale anziano né tantomeno sottostimare quelle che proviamo noi umani. La dipartita di un animale è un momento della sua e della nostra vita importante quanto il suo arrivo ed è, come sempre, nostra responsabilità accompagnare noi stessi e i nostri animali nel miglior modo possibile.

 



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