Bulla, il malvagio gatto ed il trasloco.



Ad inizio anno ho cambiato casa ed ho portato con me il mio cane, Bulla.

Non pensavo che per lei sarebbe stato difficile ambientarsi in una nuova casa e così, tra le varie strategie per sopravvivere al trasloco, non ho pensato a lei.

Arrivati nella nuova casa, Bulla i primi giorni era affascinata dal terrazzo. Passava fuori molto tempo. Stando ad un piano terra, ho pensato: “Come è bellina Bulla! Va fuori a farsi accarezzare dalle persone, a scodinzolare agli altri cani e a prendere il sole, beata sulla sua cuccia morbidona!”.

Passavano i giorni e Bulla aveva scelto un angolo preciso del terrazzo in cui passava il tempo a guardare fuori.

Lentamente però, mi sono accorta che c’era qualcosa che non andava: passava fuori troppo tempo, era  troppo immobile e davvero troppo attenta. E a volte non sembrava neanche accorgersi delle persone che passando, la accarezzavano.

Infatti, avevo frainteso la situazione: all’inizio era davvero per lei piacevole stare al sole, salutare le persone ed i cani di zona. Ma poi, si è accorta che fuori casa bazzica libero il gatto dei vicini. E così, quella che poteva essere una oasi di relax, è diventata per lei una fonte di ossessione.

Ore ed ore passate a fissare il nulla, in attesa di un passaggio felino. Tensioni, falsi allarmi e predazione iper stimolazioni, l’avevano resta ansiosa e nervosa, incapace di rilassarsi. Di giorno passava molto tempo vicino alla porta per farmi capire che era importante, anzi, fondamentale per la sopravvivenza dell’intero pianeta Terra, che lei uscisse per controllare che non passasse il malvagio gatto.

E non era tutto: quando non fissava la strada, era malinconica e si riaccendeva solo quando tornavamo a “casa dei nonni”, dai miei genitori, dove cambiava espressione. Si rilassava, si appallottolava sulla sedia a dondolo e cadeva in un sonno profondo. A casa mia invece, la notte era sempre sull’attenti e il suo sonno troppo leggero. Dava l’impressione di non sapere dove mettersi: sul divano stranamente non ci andava, nella cuccia stava poco, sul mio letto dormicchiava per poi subito scendere. Insomma, una forte inquietudine.

Dopo circa una settimana Bulla ha smesso di fissare la porta, si rilassa nella sua cuccia dormendo come un sasso anche per intere ore, dorme la notte sul mio letto senza scattare sulle quattro zampe ad ogni rumore, non ha più l’aria malinconica. Insomma, finalmente si è ambientata! I fiori hanno fatto il loro lavoro e continuano a farlo, rendendola sempre più serena.

Se è vero che per un cane può essere difficile traslocare, lo è ancora di più per un gatto. Sono animali abitudinari, legati ancor di più al territorio, più casalinghi dei cani.

Io vi ho raccontato la mia esperienza. I vostri animali come hanno reagito ad un trasloco?



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