Come sopravvivere a Capodanno



Facendo un giro sul web mi sono imbattuta in questo consiglio (il maiuscolo è dell’autore):

“Se il cane vive in casa e passeremo la notte di capodanno con lui, dobbiamo comportarci come se fosse un giorno qualunque, ignorando i suoi timori e richieste di attenzione ogni volta che sente uno scoppio.
Se il cane dovesse spaventarsi, cerchiamo di ignorarlo il più possibile. Se cerca un nascondiglio non forziamolo ad uscire, non sgridiamolo, e non tentiamo di consolarlo perché OGNI NOSTRO GESTO DI CONFORTO sarebbe come UN GESTO DI APPROVAZIONE (come un “premio”) AL SUO STATO DI PAURA e questo NON FAREBBE ALTRO CHE FAR AUMENTARE IL SUO STATO DI AGITAZIONE.”

La prima cosa che mi è saltata all’occhio è stata: ma come “se vive in casa”? e poi “ma come se passeremo la notte con lui”? Chiunque ha un cane ha IL DOVERE di tenerlo in casa (sempre) l’ultimo dell’anno! Lasciarlo fuori significherebbe lasciarlo in un campo di battaglia che esplode all’improvviso, con gravi conseguenze per la sua emotività. Inoltre chi ha un cane ha IL DOVERE di trascorrere il capodanno con lui (a meno che il cane non sia completamente insensibile ai botti) per rassicurarlo e assicurarsi che non accada nulla di preoccupante dal punto di vista clinico.

Detto ciò, l’idea di far finta che sia un giorno normale, di ignorare le sue paure e le sue richieste di aiuto mi sembra francamente assurdo. Immaginate di fare una passeggiata con un amico e di assistere ad una esplosione: immaginate di spaventarvi a morte. Probabilmente cercherete conforto dal vostro amico. Lui invece fa finta di niente e continua a passeggiare. Voi gli dite: “Hei ma non vedi che siamo in pericolo?” ma lui continua bellamente a passeggiare, casomai verso i il punto dell’esplosione! Immagino che, dato che siete spaventati, la vostra paura aumenterà e casomai si trasformerà in terrore. E questa follia dura nel tempo, altre esplosioni e nessuna reazione da parte del vostro amico!
Adesso immaginate la stessa scena: siete per strada, state passeggiando e all’improvviso assistete ad una esplosione. Il vostro amico vi guarda e vi dice: “Non preoccuparti, ci sono io con te, ti proteggerò!”. Probabilmente la vostra paura diminuirà. Ma se questo amico invece prevede l’esplosione e vi protegge da questa portandovi al cinema, allora sì che tutto cambia! Avrete evitato uno spavento e avrete passato una serata piacevole.

Ovvero, ignorare un cane durante un evento traumatico è, a mio avviso, controproducente; rassicurarlo è un palliativo che non aiuta ad evitare lo spavento ma organizzare una stanza dei giochi con musica e tapparelle abbassate è la soluzione migliore. Allegato troverete il video del Capodanno in casa Roano, girato tra mezzanotte e l’una. La musica che sentite era Mozart, scelto appunto per coprire i botti.

In conclusione, secondo me il rapporto con il proprio animale non è fatto di estremi, non è bianco o nero ma ricco di sfumature: non ci sono solo la strada della durezza o dell’umanizzazione, ma esiste la compassione, l’amicizia e la complicità.

Buon anno dalla famiglia Roano (umana e canina)!



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