Dal micro al macro: il mio contributo per un mondo migliore



Quando ho iniziato questo lavoro non pensavo che ci fossero così tante persone uguali a me, con i miei stessi sogni, ideali, desideri e valori.

Vengo da un paese della provincia di Caserta in cui la bellezza e la cura dell’altro sono totalmente assenti. Basta solo che mi guardi intorno per ricordare, ancora una volta, il degrado ambientale e sociale nel quale attualmente sono ancora immersa.

Ogni mattina guardo fuori alla finestra e sento una stretta al cuore: qualcosa di altamente tossico che brucia, odore di spazzatura, assenza di spazi verdi, rumori di cantieri. E quello che non si vede è ancora peggio: discariche abusive, cave piene di rifiuti non classificati, camion interrati contenenti chissà cosa.

È qui che sono cresciuta, con la mia sensibilità e il mio amore per tutto ciò che è vivo. E non è un caso.

Tutto ciò che mi circonda ha sempre cercato di sviarmi da ciò che sono, dal mio modo di vedere la vita, dal mio desiderio di connessione con la Natura e il profondo bisogno di tutelarla.

Il mio Sé Spirituale (il modo con cui Bach aveva definito la nostra voce interiore e ciò che realmente siamo, ciò che resta una volta spogliati di ogni condizionamento) ha subito molti attacchi. Ma in fondo al mio cuore io sapevo che l’amore era la strada giusta. Anche se spesso in condizioni estreme, ha sempre avuto fiducia nelle persone che incontravo e sentivo che nel cuore di ognuno brillava un diamante raro.

Ho incontrato il mondo degli animali e ne sono stata terribilmente affascinata. Poi ho incontrato i fiori di Bach ed è lì che mi sono sentita al mio posto.

È lì che ho capito che la forma non conta.

Questa visione è nata spontaneamente, senza troppa fatica, quasi come se stessi “ricordando” qualcosa che già sapevo.

Il mio cammino sin a quel momento è stato molto bello e intenso, ma solitario. Non immaginavo che, intorno a me, esistessero persone con le quali condividere una visione così bella. E invece ho incontrato colleghi, amici, professionisti o liberi pensatori che a loro volta, spontaneamente, avevano ragionato sul chi siamo e su cosa stiamo facendo: chi con l’aiuto di Hanneman, chi con quello di Steiner, chi con Bach, ci siamo ritrovati a confrontarci e raccontarci il nostro modo di interpretare la cura di noi stessi e dell’altro. E’ così che sono entrata in Armonie Animali. Questo grande laboratorio di anime in divenire accumunate dal bisogno di tutelare e comprendere l’ambiente, inteso come tutto-ciò-che-io-non-sono e perché no, anche noi stessi.

Ho imparato che siamo noi a creare il nostro mondo: le nostre piccole scelte quotidiane definiscono il grande futuro perché, come in ogni cosa, è il micro che definisce il macro.

E così, ascoltando sempre me stessa e i miei desideri, ho capito che avevo ricevuto il dono di conoscere una nuova (per quanto vecchia!) visione del mondo in cui siamo tutt’uno e per tutelare me devo prendermi cura anche di ciò-che-io-non-sono. Non potevo tenere tutto questo per me! Questa visione del mondo era bellissima, una cascata di bene che genera altro bene e i fiori di Bach erano uno strumento bellissimo per riportare in luce il potenziale positivo di ogni essere vivente. La forza vitale sprigionata dalla sinergia tra i fiori di Bach e gli individui era troppo potente per tenerla per me. E così iniziai a pensare che il mondo aveva bisogno  di altre persone che potessero attivamente aiutare gli altri. E dato che la mente mentre pensa, crea, è arrivata la proposta di condurre i moduli sui fiori di Bach nell’ambito del corso di Operatore Olistico per animali da affezione. E lì ho toccato con mano che tante persone sentono quello che sento io, tante persone vedono quello che vedo io. E sono stata orgogliosa di quello che stavo facendo.

E infine, in questo lungo e bellissimo anno, è arrivato il Convegno di Floriterapia Animale. Dal mio micro (ciò che sentivo) al macro (un evento di massa) in cui decine di professionisti apportano il loro contributo per aiutare le persone nel ricongiungimento con loro stessi, con i loro desideri e con il proprio intimo sentire.

Nulla è ciò che sembra: anche se il convegno è rivolto alla floriterapia per animali, per arrivare a quello ognuno di noi relatori ha dovuto mettere in discussione sé stesso, la propria forza interiore, ha vissuto crisi profonde e ha sofferto. Pr poi capire, in fondo, che siamo tutti particelle di Dio e se curo l’animale sto curando la mia anima.

 

 



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