Dominanza: la vita sociale del cane domestico



Mi sono spesso interrogata sulla struttura sociale del cane.

Mi sono chiesta se tra un gruppo di randagi esiste un cane “dominante”, se i cani di famiglia classificano le persone intorno a loro secondo una scala gerarchica e se, quando convivono più cani in una famiglia, le loro relazioni sono basate su una questione di potere.

Mentre mi chiedevo queste cose, mi sono anche interrogata sul senso che comunemente viene dato alla parola dominate: nell’immaginario collettivo, in linea di massima un cane dominante è ad esempio un maschio che non va d’accordo con gli altri maschi oppure un cane che monta altri cani o i proprietari. Anche un atteggiamento prepotente (ad esempio, ringhio al mio compagno umano se mi passa di fianco mentre sto mangiando) viene spesso spiegato in questo modo.
Nel caso dei randagi, mi è capitato di sentir dire che un cane è dominante quando minaccia i cani che passano nella sua zona o quando difende il suo cibo o i suoi cuccioli.

Sembra che la dominanza risponda a tutti i quesiti del comportamento del cane.

Ma in effetti non è propriamente così.
Partendo dal comportamento del cane allo stato brado, la struttura sociale non è rigida. Non esiste un cane alfa, il capo supremo del branco ma un leader carismatico, un personaggio che nel tempo si è conquistato la fiducia del gruppo. Subire il comando ed avere fiducia possono esprimersi in comportamenti simili tra loro, come ad esempio il seguire le indicazioni del leader, ma è il perché che cambia completamente. Il concetto di dominanza prevede che il più forte, arrogante e violento sia il capo. Nella leadership invece è chi è più esperto, chi ha mostrato di avere competenze e saggezza è il soggetto che naturalmente viene seguito. Perché conviene, perché sa fare le giuste scelte, non perché si impone.
Il leader è come il capofamiglia: è bravo nella gestione delle risorse ad esempio, o nella risoluzione di conflitti. Oppure si occupa di guidare il gruppo negli spostamenti. Ma come in ogni famiglia, non è il più bravo in tutto. Ci sono mansioni che vengono svolte da altri soggetti, in quest’ambito più competenti di lui, come, ad esempio, accudire i cuccioli o difendere il territorio attivamente.

Il comportamento del leader è molto diverso da quello che immaginiamo: è pacifico, paziente, interviene poco ma sa quando farlo. E quando si esprime, gli altri ascoltano.

La violenza non è un metodo che da valore nel mondo dei cani, anzi. I soggetti più violenti, rissosi ed inesperti in genere si trovano nei ranghi sociali più bassi. Sono per lo più adolescenti turbolenti o soggetti che tentano scalate sociali. In genere, questi soggetti falliscono perché il gruppo non si fida di loro, avendo, per l’appunto, atteggiamenti poco pacifici.
Se questo accade nelle strutture sociali dei cani allo stato brado, in famiglie miste umani-cani accade più o meno lo stesso.

Le persone violente, nervose, irascibili, imprevedibili e agitate appaiono come le meno affidabili e quindi le più lontane dal ricevere la fiducia del cane.

Le persone invece coerenti, gentili, attente ai bisogni del cane e che sanno come affrontare una difficoltà, supportando il cane nei suoi bisogni, vengono viste come affidabili e quindi degne della stima e della leadership.

Se ci sono più cani in famiglia, molto dipende da come sono caratterialmente i singoli soggetti e da che esperienza hanno della vita di branco. Sono le competenze sociali e il carattere di ognuno a stabilire un ordine sociale tra loro. Ho notato però che molte volte, i nostri cani domestici non sentono il bisogno di trovare un posizionamento gerarchico rispetto al loro coinquilino canino. E questo perché in famiglie miste umani-cani in genere non c’è scarsità di risorse: hanno acqua, cibo, tane, attenzioni e protezioni a sufficienza per creare la necessità di una gerarchia.
Altre volte invece il bisogno di definire il proprio ruolo nasce dall’interiorità del cane: ci sono alcuni soggetti che tendono a sfidare il mondo per definire i propri confini, assumendo atteggiamenti competitivi perché sentono in qualche modo di meritare quel posto di comando. Forse perché gli altri membri del gruppo gli appaiono meno abili o perché non riesce a capire bene i segnali di chi lo circonda, o per un eccesso di alcuni ormoni che stimolano la sfida, per alcuni cani sembra importante definire chi gestisce le risorse e i movimenti.

Comunque, ormai si sa anche a livello scientifico che la dominanza rigida, fatta di dominio e paura non esiste nel cane. Esiste l’obbedienza per paura, ma è un concetto molto lontano dalla leadership.

Esiste invece la leadership consapevole e saggia, un sistema basato sulla esperienza e sulla fiducia.

È un sistema flessibile che lascia spazio alle competenze di tutti, in i ruoli degli altri sono riconosciuti da tutti e tutti hanno la soddisfazione di esprimere la propria naturale propensione.

Quindi, quanto più violenti, disempatici ed egoisti saremo, meno saremo affidabili agli occhi dei nostri cani. Parola di scienza!

 

 



4 risposte a “Dominanza: la vita sociale del cane domestico”

  1. Ingrid ha detto:

    Meraviglioso articolo, complimenti😊😊😊

  2. maura ha detto:

    Ho un cane molto aggressivo ( abbaia e tira come un matto facendo dei balzi in avanti, creandomi non pochi problemi di stabilita’) verso i suoi simili sia questi maschi o femmine o cuccioli. Va a simpatie ma sono pochissime…;-) L’ho salvato dalla strada, e’ taglia grande, sembra un Pastore Olandese. Con le persone e’ un angelo ma con i suoi simili la passeggiata per me e’ un incubo. Devo avere il radar , guardare sempre lui perché’ dal suo atteggiamento capisco se sta arrivando un cane ( lo percepisce a Km. di distanza) e quindi cercare un posto sicuro dove possa spostarmi. Il mio sogno sarebbe fare una passeggiata rilassata e poter passare a fianco d altri cani. In passeggiata uso la museruola ( che ha sempre portato senza problemi) per evitare problemi quando il marciapiedi sono stretti e sovraffollati. Cosa posso fare per aiutare il mio cane? Dove sbaglio? Grazie. M.C.

    • federica.roano ha detto:

      Salve Maura.
      Capisco quanto debba essere difficile questa situazione. Questo tipo di comportamento non è facile da gestire,soprattutto quando il cane è di taglia media o grande. Le cose che si possono fare per aiutarvi sono tante, possiamo, se vuole, parlarne per telefono. Le lascio il mio numero: 3932940186. Può chiamarmi la mattina dei giorni feriali.

      A presto!

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