E il cucciolo chiede: “mamma dove sei?”



Ultimamente mi sono imbattuta, casualmente, in una situazione che mi ha dato lo spunto per parlare della maternità e della separazione del cucciolo dalla mamma.

Durante il seminario “Fiori di Bach per operatori del settore”, viene analizzato, dal punto di vista dei fiori, il potenziale stato emotivo che può provare una mamma cane quando viene separata dai suoi cuccioli.

Anche se molti di noi pensiamo che a due mesi un cucciolo di cane possa essere separato dalla mamma senza alcuna ripercussione, in realtà non è assolutamente così. I cuccioli smettono di “dipendere” dalla mamma (in termini di informazioni necessarie da acquisire per avere una corretta visione della vita e saper cosa fare in tante e diverse circostanze) solo intorno ai 6 mesi di vita, un tempo di gran lunga superiore ai 40/60 giorni abituali. In quel periodo di tempo, il cane impara le regole della convivenza grazie alla mamma e ai fratellini, impara a controllarsi, a comunicare, esplora il mondo in modo sicuro, potendo sempre tornare dalla mamma quando qualcosa lo turba, in modo da sentirsi nuovamente al sicuro.

Quando invece sottraiamo un cucciolo di cane alla mamma e ai fratelli troppo presto, combiniamo un bel pasticcio! Nel suo famosissimo testo “una base sicura”, il dottor John Bowlby, psicanalista e psichiatra infantile, asserisce: “Uno studio decisivo riguardava lo sviluppo dell’interazione madre-figlio durante il primo anno di vita (…). Nel corso dei suoi studi sulle madri e i bambini dell’Uganda la Ainsworth fu colpita dal fatto che i bambini, una volta in grado di muoversi autonomamente, usano comunemente le madri come una base da cui partire per le loro espirazioni. Quando le condizioni sono favorevoli, un bambino si allontana dalla madre per escursioni esplorative e ritorna di nuovo da lei di tanto in tanto. (…) se la madre doveva assentarsi, tali escursioni divenivano meno evidenti o cessavano. (…) Il concetto di una base personale sicura, da cui un bambino, un adolescente o un adulto parte per esplorare e a cui ritorna di tanto in tanto, è un concetto che sono giunto a considerare cruciale per capire come una persona emotivamente stabile si sviluppi e funzioni per tutta la vita.”.
Ovviamente questi studi sono stati effettuati su persone, ma anche i cani imparano allontanandosi per brevi periodi dalla mamma per poi tornare da lei quando qualcosa li preoccupa. Si chiama “esplorazione a stella”. Mano a mano, i tempi di esplorazione aumentano, sino a diventare rari i momenti in cui si cerca protezione. Se però questa “base sicura” viene a mancare, il cucciolo diminuirà o cesserà le esplorazioni o non avrà più un riferimento da cui tornare quando ha paura. Così nasce l’insicurezza, il trauma, la paura, le fobie, le angosce e la disperazione di chi non ha più la terra sotto i piedi. Immaginate di separare un bambino piccolissimo dalla sua mamma: sarà disperato e cercherà la sua mamma. E da grande, probabilmente, avrà qualche problemino riguardo l’affettività.

Questo video mostra come un cucciolo di pecora, allontanato precocemente dalla mamma perché il maschio attentava alla sua sicurezza, si disperi e cerchi di tornare dalla sua mamma a tutti i costi, sino a sviluppare quegli atteggiamenti che si trovano negli zoo, ovvero percorrere sempre lo stesso percorso in modo ossessivo, senza apparente motivo. Ovviamente, questo comportamento è figlio di tanta angoscia e disperazione, che possono essere ovviati riavvicinando la mamma al cucciolo.



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