Emozioni animali: è davvero umanizzazione?



Parlare di emozioni non è facile.

Le sperimentiamo tutti i giorni, sono diverse tra loro e ci portano a pensare e agire in un certo modo.

Le emozioni ci aiutano a dipingere un quadro i cui colori saranno dettati da cosa proviamo in quel momento.

Un tramonto avrà per noi tonalità di grigio se siamo tristi, mentre ci sembrerà colorato se siamo sereni. E ricorderemo quel tramonto con i nostri colori, avendo una visione del tutto privata di quel momento.

Le emozioni condizionano la visione di ciò che abbiamo intorno, dettano i nostri comportamenti e le scelte, ci forniscono ogni giorno una tavolozza di colori con la quale creare il nostro quadro quotidiano.
emozioni

Sappiamo molto sulle emozioni che può provare l’uomo, ma c’è tanta incertezza verso quelle che può provare un animale.

Eppure, la vita è costellata di esempi di emozioni animali del tutto simili alle nostre: ho visto cavalli saltellare e divertirsi con un pallone enorme; mamme preoccupate per i loro cuccioli o completamente rapite dall’amore che provavano per i loro piccoli. Ho visto cooperazioni tra animali, allo scopo di aiutare l’altro. Occhi tristi o angosciati di animali reclusi, a cui era negata la libertà di vivere. Ho visto rassegnazione, rispetto, gelosia, ansia, gioia, serenità.

Ma quanto c’è in tutto questo di umanizzazione e quanto invece di reale?

Per dare una risposta, dobbiamo fare qualche passo indietro.

L’uomo è un animale sociale, e, in quanto tale, è sottomesso alle regole della natura. E la natura non ci avrebbe mai dotato di un qualcosa di così dispendioso energeticamente come sono le emozioni se non avessero avuto una importanza biologica fondamentale per la sopravvivenza.

L’uomo sa che per sopravvivere deve collaborare ed ha una serie di strumenti incredibilmente sofisticati per farlo. Così come, questi strumenti, li hanno anche gli altri animali sociali, solo che vengono espressi in un linguaggio diverso dal nostro.

Gli animali sociali vanno verso la collaborazione e la cura dell’altro, proprio perchè sono specie in cui “l’unione fa la forza” e insieme si possono raggiungere obiettivi che difficilmente si raggiungerebbero da soli.

Per far si che tutto questo funzioni, ci deve essere un collante molto forte tra i vari soggetti. Questo collante sono le emozioni. Senza emozioni nessun animale sociale sopravvivrebbe, sia esso umano o no. 

Esistono tante similitudini tra i comportamenti umani e quelli animali.

Qualche anno fa intrapresi un percorso di studi di Etologia Relazionale con Myriam Jael Riboldi  e durante l’esame mi venne chiesto di fare un esempio di grooming (ovvero la pulizia che gli animali fanno a sé stessi o ad altri soggetti a cui sono legati socialmente). Era estate, ed io il giorno prima ero andata al mare. Sulla spiaggia c’era una coppia di fidanzati, e la ragazza stava pulendo il viso del ragazzo da una qualche brufoletto. Questo comportamento era identico a quello che le scimmie hanno tra loro quando si spulciano. Stessi gesti, stesso interesse, stessa intensità, stessa cura.

Quando incontriamo un amico caro, ci abbracciamo a lungo (come le scimmie). I cani scodinzolano e leccano il muso. I gatti fanno le fusa.

Se si va avanti nelle osservazioni, si nota che tutti gli animali sociali hanno atteggiamenti simili, sono solo espressi nel proprio linguaggio che risulta differente tra una specie e l’altra. La modalità espressiva cambia, ma non il significato né l’intensità delle stesse.

 



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