Fiori di Bach e animali: che vuol dire? (parte 2)



Nello scorso articolo abbiamo parlato della filosofia che sostiene il sistema del dottor Bah e ci siamo lasciati con una domanda: come si può adattare la sua visione al mondo dei nostri animali domestici?

Ci siamo detti che quando permettiamo agli altri di dirci cosa è giusto o sbagliato, cosa dobbiamo fare e come, quando è il caso di esprimersi o meno, smettiamo di seguir il nostro Sé Spirituale, la nostra voce interiore e diventiamo infelici.

Quindi, se c’è qualcuno che ci dirige, perdiamo la nostra libertà e la nostra felicità.

Proviamo a pensare ai nostri animali domestici: nel corso delle migliaia di anni l’addomesticamento li ha portati a modificare sempre di più la loro funzione, passando da animali liberi di esprimere i propri desideri e bisogni in una condizione di branco con membri della stessa specie ad essere parte di branchi misti (uomo e cane) in cui spesso, per non dire sempre, ogni loro azione viene suggerita o mediata da noi umani.

E così, un comportamento che esprime l’individualità di un soggetto come ad esempio scavare buche per stanare, viene visto come un disturbo da noi persone ed iniziamo ad intervenire nell’espressione di una motivazione fondamentale.

Lasciamo soli i nostri cani ore e ore e quando tentano di raggiungerci, semmai grattando la porta o scaricano la frustrazione della solitudine masticando oggetti, ci chiediamo come mai un animale sociale che difficilmente spende tempo da solo, proprio non si voglia adattare ai nostri orari.

 

Ma non sono solo le caratteristiche di razza ad essere ignorate: quante volte il nostro cane ci chiede di uscire (forse ha bisogno di prendere un po’ d’aria o di giocare con altri cani)? Quante volte il nostro gatto vi chiede le coccole (forse perché ha sentito la nostra mancanza)? E quante volte noi siamo troppo impegnati o arrabbiati o chissà cosa, per assecondarli?

E infine, noi proprietari siamo il filtro con cui i nostri animali interpretano il mondo: se ogni volta che incontriamo un altro cane ci spaventiamo che possa accadere qualcosa, il nostro cane avrà paura degli altri cani. Se siamo ansiosi ogni volta che entra qualcuno a casa, lo sarà anche il nostro cane.

Le nostre emozioni determinano l’interpretazione dei nostri animali di ciò che li circonda. Perché l’addomesticamento ha portato ad un grande riferimento dell’animale sull’uomo: l’uomo diventa guida e certezza, qualcuno in cui credere ciecamente, qualcuno in grado di dirci cosa fare.

Quindi, quello che succede è che noi ci intromettiamo costantemente nell’espressione di ciò che sono, decidendo chi possono essere, definendo confini e limiti entro i quali possono raccontare ciò che sono. Estromettiamo la loro voce interiore a favore di una nostra comodità di gestione.

Ma cosa succede all’espressione del Sé Spirituale dei nostri animali? Cosa succede alla loro guida interiore, alla loro animalità?

Succede che a furia di essere inascoltata getta i nostri animali nello sconforto ed in base al loro carattere, ognuno esprimerà questo sconforto a modo proprio.

Ansia, paura, angoscia, disperazione, aggressività, possessività, iperattività e qualsiasi altra problematica non sono altro che il risultato di un allontanamento tra il Sé Spirituale del nostro animale e la sua Personalità.

Quando non possono più ascoltare loro stessi, è quello il momento in cui diventano infelici e nascono i problemi comportamentali.

Esattamente come accade per noi umani.

 



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