Che i cani capiscano le emozioni delle persone è un dato di fatto.

Ormai tutti noi abbiamo fatto almeno una volta nella vita l’esperienza di sentirci compresi da un animale, molto spesso da un cane. Questa consapevolezza ci rende ancora più uniti e ci fa sentire una vera famiglia.

Ma cosa cambierebbe delle nostre vite se scoprissimo che i cani non solo ci capiscono, ma che interiorizzano le nostre emozioni?

Chi conosce il mio approccio alla relazione con l’animale sa benissimo che i problemi comportamentali dei nostri animali domestici sono fotografie di nostre difficoltà emotive che l’animale ci mostra per aiutarci a riconoscere i nostri “difetti” e convertirli in virtù corrispondenti (clicca qui per approfondire). Anche la scienza, passo dopo passo, sta arrivando a questa consapevolezza.

Nel 1600 Cartesio tracciò una linea di demarcazione tra noi e gli altri animali del creato. Siamo solo noi umani a provare emozioni. Gli animali reagiscono agli eventi esterni o interni in modo meramente meccanico. Con il tempo la scienza ha iniziato a scardinare questa convinzione: abbiamo iniziato a riconoscere loro la capacità di provare emozioni semplici. Abbiamo capito che comunicano a livello emozionale tra loro tramite una trasmissione di informazioni biochimiche e tramite comportamenti. Ci siamo resi conto che provano anche emozioni complesse. Abbiamo attribuito loro la capacità di essere empatici, ovvero sentire ed interiorizzare le emozioni altrui. Abbiamo capito che ci capiscono. La scienza ha confermato questi passaggi.

Oggi, si apre ad un nuovo orizzonte: non solo ci capiscono, ma interiorizzano ciò che proviamo noi.

All’Università di Medicina Veterinaria di Vienna i ricercatori hanno valutato come i cani rispondono emotivamente nel momento in cui ascoltano vocalizzazioni specifiche di emozioni positive e negative. La particolarità di questo studio è che mira a valutare la reazione dei cani a suoni provenienti da due diverse specie: l’uomo e il cane.

Hanno scoperto che il cane assorbe (e quindi sente dentro di se) l’emozione che l’atro racconta tramite i vocalizzi, indipendentemente se ad emettere suoni sia un uomo o un cane.

Per i cani è facile capire noi umani cosa proviamo (se gioia o tristezza), così come lo capiscono per i loro conspecifici. E addirittura si allineano all’emotività che percepiscono.

Questa nuova conoscenza supporta la teoria che gli animali domestici sono così inseriti nelle nostre dinamiche emozionali e familiari da diventare essi stessi parte di un sistema che ha le sue specifiche caratteristiche.

Ovvero, se un cane vive con un persona gioiosa, tenderà ad essere gioioso. Se vive con una persona triste, tenderà ad essere triste. Al di là di questa banale osservazione, le implicazioni di tale teoria sono davvero profonde. Per fortuna però, si torna sempre allo stesso assunto: per aiutare il mio cane ad essere felice, devo aiutare me stessa ad esserlo.