Ormai è sempre più chiaro che i nostri animali da compagnia avvertono le nostre emozioni, comportandosi di conseguenza.

Come abbiamo visto più volte, i nostri stati d’animo, ciò che proviamo e che internamente viviamo si riflette sul modo in cui i nostri animali si muovono nel mondo.

Questa visione può risultare un po’ romantica e può rientrare in un concetto olistico dell’interpretazione della vita ma oggi, grazie ad uno studio dell’Università Federico II di Napoli, possiamo asserire con certezza che i cani avvertono i nostri moti interiori e adottano atteggiamenti corrispondenti.

Cito testualmente un articolo di “New Scientist” riferito allo studio: “I cani possono sentire (con l’olfatto) le nostre emozioni. Volontari umani hanno guardato dei video suscitanti felicità o paura. I cani sono stati esposti ai campioni di odore collezionati dai volontari. I cani esposti all’odore delle persone spaventate hanno mostrato più segnali di stress, la loro attivazione cardiaca è stata più alta e hanno cercato maggiori rassicurazioni dai loro proprietari. I cani esposti ai campioni delle persone felici sono stati più disposti ad approcciare un estraneo. La scienza ha già dimostrato che i cani possono vedere ed ascoltare i segni delle emozioni umane, ora sappiamo che possono adottare i nostri stati d’animo attraverso il solo odore.”
La scienza è arrivata alla conclusione alla quale sono arrivati in modo empirico moltissimi proprietari: ciò che noi sentiamo modifica l’atteggiamento dei nostri compagni animali, portando all’esterno ciò che avviene internamente.

Una osservazione del genere suscita moltissimi quesiti, spostando il punto di vista riguardo la responsabilità della qualità di vita dei nostri animali.

Se è vero che provano ciò che noi proviamo, come possiamo allora aiutarli a vivere in modo sereno la loro esistenza? Se esiste un cordone ombelicale così intimo, quanto la nostra felicità determina quella dei nostri animali?

cane olfatto emozioni

La relazione con una specie diversa dalla nostra può essere osservata in base a diversi livelli di profondità, come abbiamo spesso ribadito durante i workshop “Il cane è il mio maestro” e “La forza guaritrice dell’ anima-le”.
Più andiamo in profondità nell’osservazione, più la nostra responsabilità aumenta.

E così, possiamo osservare che la loro serenità si basa su una buona educazione o una relazione equilibrata. Cose certamente vere, ma sono constatazioni abbastanza superficiali.

Differentemente, possiamo notare che la nostra felicità, la nostra soddisfazione (o viceversa, le nostre difficoltà e la nostra insicurezza) sono direttamente collegate alla loro qualità di vita. In questo livello di osservazione, che è comunque intermedio rispetto alla massima consapevolezza che possiamo avere del nostro rapporto con loro, siamo responsabili della loro felicità nella misura in cui siamo responsabili della nostra.

Prendersi cura di un animale diventa così una motivazione per prenderci cura di noi stessi. La crescita nel rapporto è di entrambi gli attori e per assicurare gioia all’animale, dobbiamo in primis essere sereni e felici noi. Ne abbiamo parlato in questo articolo e ne abbiamo riportato tante testimonianze, tra cui la storia di Frida e Stefania o di Paolo e Pippo.

Ma come possiamo intraprendere un percorso di gioia in cui l’animale e noi stessi veniamo compresi e sostenuti?

I fiori di Bach, tramite l’approccio al rispecchiamento emotivo, sono un ottimo strumento che mette in luce le connessioni tra i comportamenti che abbiamo noi umani e quelli dei nostri animali domestici.

In questo tipo di percorso, ciò che accade all’uno non è scollegato a ciò che accade all’altro e ogni momento di criticità ha un significato profondo in cui il disagio diventa segnale di cambiamento e sprone a trovare la propria strada per la felicità.

Ti sei mai chiesto il tuo animale domestico cosa racconta di te? Ti piacerebbe scoprirlo? Qui trovi le info per trovare le risposte ai tuoi dubbi!