Il potere dell’atteggiamento mentale nella risoluzione di un problema comportamentale



Quando pensiamo al mondo che ci circonda, possiamo farlo da due punti di vista differenti: come un contenitore di situazioni complesse e problematiche o come un enorme scatola piena di possibilità. Se vediamo ciò che accade come un problema ci sentiremo impotenti e subiremo gli eventi. Se invece lo interpretiamo come una possibilità, anche la situazione più complessa diventa spunto per migliorare e crescere.

Tutto ruota intorno alla parola “responsabilità”.

Le persone tristi o insoddisfatte spesso delegano la propria felicità all’esterno, a qualcosa che non possono controllare (il governo, la società, la disoccupazione, ecc), incasellando quindi gli eventi in dei cassetti indipendenti dalle loro stesse azioni. Differentemente, le persone più felici sono quelle che si sentono responsabili del proprio futuro e delle proprie azioni, arrivando a disegnare, con le proprie scelte, il proprio futuro.

E dato che le persone felici scelgono di loro iniziativa quale vita vivere, sono molto pericolose per la stabilità di una società come la nostra, piena di limitazioni e vincoli e quindi ciò che ci circonda, il sistema nel quale siamo immersi, ci bombarda con la parola “problema” in modo da deresponsabilizzarci. Se qualcosa è un problema, allora difficilmente avrò voglia ed energie per cambiare le cose.

Questo processo ha investito anche noi proprietari, portandoci ad osservare un disagio del nostro animale come un problema sotto il quale ci sentiamo schiacciati e limitati, un masso appeso al nostro collo che ci trascina sempre più in basso contro il quale non possiamo fare nulla o poco più.

Ad esempio: facciamo conto che Bulla si disperi durante la mia assenza. Io posso vedere questo suo disagio in due modi differenti:

  • o come un qualcosa al di fuori del mio dominio, ovvero: “Bulla ha un problema, il problema è suo e io non so che fare. So che per lei è difficilissimo stare sola ma purtroppo io devo lavorare, altrimenti che ci mangiamo? Oltretutto sto malissimo quando chiudo la porta di casa e la vedo, lì, con il suo sguardo, che mi prega di portarla con me.” e logorarsi all’infinito in questa sensazione di impossibilità di cambiamento
  • oppure posso intuire che è qualcosa sotto il mio dominio e portarmi a cercare delle soluzioni, come ad esempio portarla in un centro cinofilo vicino casa in cui non solo non sarà sola ma incontrerà tanti amici nuovi, svolgerà delle attività divertenti e potrò anche appoggiarmi a professionisti che mi aiuteranno a diminuire o risolvere la sua difficoltà a stare sola. Non solo la vita di Bulla sarà diventata molto più ricca e varia ma probabilmente anche io avrò trovato nuovi amici, migliorando anche la mia di vita.

I comportamenti che riteniamo “problematici” dei nostri animali domestici, oltre ad essere espressione di una chiara comunicazione in cui ci chiedono aiuto, nascondono grandi possibilità di cambiamento per noi proprietari che, spinti dalla voglia di aiutarli (e aiutarci) varchiamo soglie che differentemente non varcheremmo.

Quante volte vi è capitato di fare qualcosa e poi pensare: “Questa cosa l’avrei fatta solo per il mio cane!”?. Non è meravigliosa la possibilità che ci danno di esplorare noi stessi?



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