E’ una zuppa!



Dietro ciascun animale, qualsiasi esso sia, c’è un individuo con la sua personalità, il suo vissuto, la sua idea del mondo, le sue emozioni.

Credevo che riconoscere gli animali come esseri viventi con la loro dignità fosse un qualcosa accettato e condiviso largamente.

Ho scoperto che non sempre è così. Ieri sono passata dinanzi ad un pescivendolo che vendeva pesci vivi (più o meno). I suoi recipienti occupavano gran parte del marciapiede, ed era impossibile non notarli. Mi sono fermata ad osservare un pesce enorme in una vasca striminzita che boccheggiava, insieme a dei crostacei. Chiedo al pescivendolo che pesce fosse e lui mi dice che è una cernia. Metto la mano nella bacinella e la accarezzo mentre lei continuava la sua lotta contro la fame d’aria. Il mio sguardo si sposta verso un altro recipiente, dove c’erano anguille e altri pesci, perlopiù morti. Chiedo che pesci fossero, e lui mi risponde: “E’ una zuppa!”.

zuppa

Io resto perplessa: non vedevo una zuppa.  Io vedevo dei pesci strani, alcuni morti, tutti insieme in una bacinella decisamente minuscola. Gli chiedo di nuovo il nome dei vari esemplari, e lui mi ripete che sono una zuppa. Più in là, c’erano delle strane aragoste e lui, fiero, ne caccia dall’acqua una per farmela vedere (con estremo disappunto da parte del povero crostaceo).

Sono basita. Lui nella vasca non vedeva dei pesci moribondi o già belli che morti, ma una pietanza cotta e servita. Non vedeva la loro difficoltà a respirare, non immaginava la loro costrizione in un ambiente minuscolo ed estraneo, non vedeva la loro completa estraneità a quel contesto urbano. Lui vedeva una zuppa.

Sono queste differenze di percezione che tracciano una linea marcata tra chi guarda e chi invece “sente” e non dobbiamo stupirci più di tanto se poi ci troviamo, ancora oggi, in un mondo in cui un cane è “solo un cane”, un cavallo è “solo un cavallo” ed un pesce è solo “una zuppa”, e che quindi tratta gli animali come se fossero “solo degli animali”. Che sia un pesce o un gatto, un cane o un coniglio, è indubbio che ciò che un uomo vede non è una unica realtà oggettiva, bensì un immagine personale di ciò che si crede che sia, con i derivanti vantaggi e svantaggi.



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