Ogni organismo vivente, in quanto tale, va incontro a delle trasformazioni. Le trasformazioni possono essere spontanee o indotte dall’ambiente e quindi anche dall’uomo.

Quando un organismo vivente inizia a interagire con l’essere umano, tutto ciò che riguarda la sua vita viene condizionato da questa vicinanza.

Noi esseri umani siamo la forma di vita che maggiormente ha apportato modificazioni nell’ambiente in cui vive creando a volte situazioni di crisi, come il massiccio inquinamento ambientale dovuto allo sviluppo industriale.

Al giorno d’oggi abbiamo la possibilità di osservare come i nostri modi di fare e di pensare possano modificare o regolare non solo l’ambiente inteso come luogo in cui si vive, ma anche i comportamenti degli animali.

Tali comportamenti di compensazione possono generare nei nostri animali domestici delle difficoltà che chiamiamo “problemi comportamentali”, che sono sempre tentativi a ritrovare una sua omeostasi, ovvero un equilibrio con l’ambiente esterno.

Ad esempio, nel cane troviamo un tentativo di omeostasi quando, una volta sgridato fortemente, come risposta lui tenta una fuga oppure mostra comportamenti di difesa aggressiva. La sua risposta non è una spinta pura all’aggressione, ma una reazione ad una nostra invadenza.

Lo stesso possiamo osservare nel mondo delle piante.

Alcuni nostri interventi, se non strutturati e studiati, possono generare conseguenze che portano ad un nuovo equilibrio.

Ad esempio, possiamo osservare che se si pota una rosa in modo troppo riduttivo, troviamo una ricerca di equilibrio nell’arrivo di colonie di pidocchi in cima ai nuovi ramoscelli.

 

Come in ogni potatura, non potendo intervenire riducendo anche l’apparato radicale quanto abbiamo ridotto la chioma, la spinta linfatica, avendo sempre la stessa potenza, si trova ad agire in una struttura rameale più limitata.

In questo caso, i pidocchi fungono da alleati e da facilitatori dell’omeostasi, nutrendosi della linfa e rallentando la crescita disordinata del ramoscello. Equilibrando la crescita, salvano la vita della rosa. Se non ci fossero i pidocchi il ramoscello crescerebbe troppo velocemente e destrutturato, compromettendo la salute della pianta.

Quindi i pidocchi, comunemente chiamati parassiti, hanno invece il compito di regolare il movimento linfatico.

Tutto questo ciclo che la rosa vive nasce dalla azione errata dell’uomo, spingendo la natura a trovare una soluzione.

Nel prossimo articolo parleremo di come i fiori di Bach possono essere da supporto nelle varie fasi della vita di una pianta, tra cui anche quelle più traumatiche come una potatura errata.

Articolo scritto in collaborazione con Philippe Vandezande, artigiano giardiniere e operatore cinofilo.