Oggi vi riporto un articolo pubblicato sul sito “In Branco – Educazione al Cane”, scritto da Mara Begnini.

Potete trovare l’articolo originale qui.

“Oggi vi voglio parlare di una mia esperienza personale, in cui stavolta mi sono rivolta io ad un professionista per ricevere aiuto con i miei cani.
Non è la prima volta che mi rivolgo a qualcun altro, perchè mi è impossibile fare valutazioni razionali e distaccate delle dinamiche dei miei cani. Quando si tratta dei nostri siamo emotivamente coinvolti, subentrano le convinzioni che abbiamo e l’affetto che ci fanno vedere a volte cose differenti da quelle che sono. Noi professionisti lo sappiamo e proprio per questo, seppur con tante nozioni in testa, seppur con tanta esperienza, se manteniamo un buon livello di umiltà nessuno di noi si vergogna nel chiedere aiuto ad un collega che possa fare una valutazione distaccata e darci le dritte necessarie per migliorare alcuni aspetti del rapporto con il nostro cane. Inoltre le figure professionali nel mondo cinofilo sono differenti e, come dire, a ognuno il suo lavoro.
Mentre scrivo queste cose mi viene da sorridere pensando a quanto spesso sentiamo invece proprietari affermare di non aver bisogno di un percorso di educazione perchè hanno cani da una vita, ma vabbè, sto divagando…
Dicevo, pertanto più volte mi sono rivolta a colleghi e altri professionisti per un consiglio, ne sa qualcosa il mio veterinario comportamentalista!
Ad Aprile mi sono ritrovata con una nuova questione che mi metteva in difficoltà: due dei miei cani, due femmine avevano iniziato ad avere problemi di convivenza, il clima era teso e un paio di volte, in mia assenza, avevano litigato (con qualche ferita di lieve entità) e dopo la rissa rimanevano tese a lungo, controllandosi l’un l’altra. Intervenire al riguardo mi era difficile perchè non avevo mai visto partire la rissa, non sapevo esattamente il fattore scatenante.

In quei giorni c’era in programma un seminario che m’intrigava moltissimo, a Torino, quindi a meno di un’ora d’auto da casa mia

(pertanto lo consideravo vicino perchè si solito per la formazione trovo corsi a 200-300 km da casa).

Nel seminario si parlava della relazione tra il carattere e le problematiche del cane in riferimento al carattere e alle problematiche delle persone (lo spiego in maniera grossolana e mi rendo conto che non si capisce, perdonatemi). Il tema mi era molto caro perchè anni fa mi ero persa (a Bologna) un corso di un vet. omeopata che parlava delle problematiche di salute del cane che rispecchiano problematiche del cane e ne ero rimasta molto colpita in quanto il cane di mia mamma a dicembre aveva avuto problemi di vista (ed è diventato poi cieco) e a gennaio mia mamma ha iniziato ad avere problemi molto simili (lei per fortuna ci vede ancora anche se non bene).
Insomma ho preso contatti con la persona che teneva il corso e mi ha colpita molto quello che diceva. Cose che sentivo molto sensate, come se le avessi dentro e non lo sapessi. Il problema era che lei si occupa di Fiori di Bach… Ora… avete presente cosa sono i fiori di Bach? Fiorellini raccolti e infusi in acqua pura e diluiti tantissimo… Ecco questa robina qua dovrebbe risolvere i problemi del mondo…
Però questa Federica mi piaceva, io avevo delle difficoltà con i miei cani, avevo clienti che avevano difficoltà con i loro cani e non potevo andare al corso nei giorni in cui si teneva. Così ho provato a proporle di venire a fare qualche consulenza qui, fermandosi un giorno in più. E lei ha accettato.
Fatte le consulenze ai miei allievi è venuta da me. Persona davvero piacevole a prescindere da quello che fa, già dai primi minuti la sentivo una persona così sensata… Peccato che quelle goccine fossero praticamente acqua… “vabbè… Mara non essere chiusa. Mal che vada avrai fatto un’esperienza che non funziona e saprai comunque qualcosa di più!”
Mi ha lasciata con qualche boccettina di “acqua sporca” e tante riflessioni da metabolizzare.

Alla sera ho somministrato la prima dose, al mattino seguente la seconda e poi l’ho chiamata perplessa: “Federica scusami ma è possibile che facciano già effetto???”

le mie cagnoline erano molto più calme, mi ha detto che era possibile anche se poco comune e di continuare e vedere come procedevano le cose. “beh, onesta” ho pensato… poteva giocare sull’effetto placebo e invece è stata cauta.
Nei giorni seguenti ho continuato l’osservazione di tutto il gruppo e i miglioramenti continuavano, non c’erano più state risse, i cani erano molto più rilassati e anche se una delle due controllava ancora, l’altra non raccoglieva e tollerava bene.
Nei mesi abbiamo fatto qualche aggiustamento sulle somministrazioni di fiori per la “controllina” perchè coi fiori non è come prendere l’aspirina, bisogna capire quale emozione domina l’azione e agire su quella e io non riuscivo a capire quale fosse l’emozione che la muoveva nei momenti in cui andava in controllo. In questo ci ha aiutate, come sempre, il mio vet. comportamentalista che ci ha dato una nuova visione del comportamento di Luna, abbiamo cambiato rimedio in conseguenza alle sue considerazioni e il giorno seguente (evidentemente i miei cani sono estremamente ricettivi) ho visto il primo invito al gioco tra di loro, fatto da Camilla a Luna… e lei, seppure un attimo perplessa, ha risposto goffamente all’invito.
Col tempo stiamo assistendo a ulteriori miglioramenti e visti i risultati ho iniziato anche io ad assumere i rimedi e sto sperimentando su di me in prima persona quanto siano in grado di smuovere dei blocchi energetici che ci zavorrano e non ci permettono di spiccare il volo!
Un paio di amici mi hanno detto che rimangono scettici perchè secondo loro si tratta di effetto placebo (che io stimo molto tra l’altro, perchè mentre qualcuno vede le persone “vittime” dell’effetto placebo, io vedo delle persone che sono molto in contatto con la parte nascosta del proprio cervello, quella che riesce da sola ad attivare processi curativi), ma siccome io ero la prima ad essere scettica e mi sono dovuta ricredere (a dire il vero se ci penso sono ancora stupita anche oggi), posso dire con convinzione che l’effetto placebo non è stato determinante in queste esperienze.
L’altro giorno ho dovuto affrontare un evento molto stressante, ero agitata ed emotivamente scossa e non avevo alcuna possibilità di sottrarmene, così, su suggerimento lampo di Federica, ho usato il Rescue Remedy (che contiene anche il mio fiore preferito, star of bethlehem per il trauma) e ne sono uscita in maniera rapidissima.

Se siete in difficoltà contattate persone che vi possano aiutare, la cooperazione tra educatori e floriterapeuti può veramente cambiare le cose, ma solo se vi affidate alle persone giuste.
Ricordatevi che la floriterapia per le persone ha aspetti differenti rispetto a quella per gli animali, se improvvisate, o vi affidate a rimedi generici che hanno funzionato per il cane del vostro amico che aveva un problema simile al vostro, esattamente come succede per i consigli da parchetto per i “problemi comportamentali” rischiate di non ottenere risultati e pensare che si tratti solo di acqua sporca…”

 

 

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