Negli scorsi articoli ci siamo chiesti se gli animali della stessa specie si capiscono e se quelli di specie diverse riescono a comprendersi tra loro.

Ora il dubbio che resta è…

Gli animali riescono a capire anche noi umani, che siamo così tanto verbali, confusionari e facciamo tante cose davvero strane dal loro punto di vista?

Per rispondere a questa dubbio vi racconto una storia. Userò questa volta nomi di fantasia perché la persona di cui vi parerò è una celebrità.

Chiameremo i protagonisti Paolo e Pippo. Paolo è un cantante molto famoso, molto stimato e amato. Pippo è un cane di canile adottato da Paolo diversi anni fa.

Io, Paolo, Pippo e Bulla abbiamo fatto qualche passeggiata in montagna insieme e abbiamo iniziato a chiacchierare di benessere dei nostri cani. Parlando di alimentazione, Paolo mi dice di voler fare una visita per capire come mai Pippo è sempre così magro. Dice di voler cambiare alimentazione, le crocchette non gli sembravano un buon pasto.

Pippo viene quindi visitato da una cara amica, la dottoressa Defliana Marolda, Medico Veterinario specializzato in Omeopatia, la quale opta per un cambio di alimentazione e quindi per una dieta casalinga.

La dottoressa Marolda era preoccupata perché Pippo già due volte aveva subito una operazione per torsione gastrica: lo stomaco si gonfia tanto ed effettua una torsione, spesso letale. Pippo era sopravvissuto ma anche Paolo temeva per le successive.

Pippo è un tipo malinconico, ha sempre un aria triste che non ha nulla a che fare con la depressione. La definirei di più una tristezza romantica, di chi vive appartato in un mondo di sogni, prestando quindi poca attenzione al mondo intorno. Pippo non gioisce, non manifesta una grande emotività. Sembra come se intorno a lui ci fosse una bolla ovattata. Secondo la dottoressa Marolda, Pippo aveva dentro di sé un vuoto profondo, una malinconia radicata che era manifestata sul corpo tramite questi gonfiori addominali. Il corpo faceva spazio al vuoto, all’assenza, al non-essere.

Nel tempo ho avuto modo di conoscere bene Paolo e di accorgermi che dietro la sua festosa simpatia si nasconde invece una persona insoddisfatta, amareggiata, delusa di aver vissuto questa vita e non un’altra. Non è arrabbiato, ma rammaricato. “Se i miei genitori mi avessero fatto studiare oggi non sarei costretto a fare il pagliaccio su un palco”. C’è tanto senso di sconfitta e un grande vuoto dell’anima nella tristezza di Paolo.

Sia per me che per la dottoressa Marolda è stato chiaro sin da subito da dove provenisse il problema di Pippo: stava rispecchiando il vuoto che prova Paolo, stava materializzando sul suo corpo un disagio emotivo del suo compagno umano.

I nostri animali sono anime alle quali ci affianchiamo per un motivo ben preciso: dobbiamo vivere una certa esperienza di vita insieme, in cui l’uno invia messaggi di vita all’altro. Messaggi che contengono informazioni su dove focalizzare l’attenzione per diventare la versione libera e felice di noi stessi.

Anche noi con le nostre cure esaltiamo gli aspetti positivi dell’animo dei nostri animali (o con le nostre mancanze quelli negativi) così come loro, tramite i loro disagi o “problemi comportamentali” (a volte addirittura fisici, ma per questo rimando a scritti di Medici Veterinari), esaltano gli aspetti di noi sui quali lavorare.

Questo particolare meccanismo in cui l’uno racconta le problematiche dell’altro si chiama “rispecchiamento”.