Siamo sicuri di essere italiani?



Ma perché un sito che parla di animali mette in risalto un argomento che tratta di persone? Lo scoprirete nel prossimo articolo!Qualche giorno fa ero su Facebook e stavo leggendo le varie notizie. Tra un meme di Salvini che parla dei vaccini, le cosce al vento delle signorine a mare e appelli di cani abbandonati spunta un articolo che mi colpisce: “”Giovanotto come ti chiami?” così le nonnine dell’Irpinia danno lezione di solidarietà” . L’articolo parla di alcune signore anziane che, su un autobus, hanno chiacchierato con un ragazzo africano.

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Le frasi salienti dell’articolo erano:
– “Weeee, giuvinò come ti chiami, r’addò vieni?” (ragazzo, come ti chiami? Da dove vieni?).
– “Weee, quant si bell’, io pure tengo a neputemo ca sta in Inghilterra, pure da qua se scappa, ma sembra ca tutti se l’ann’ scurdato sto fatto” (come sei bello, anche uno dei miei nipoti vive in Inghilterra, anche da qua si scappa ma sempra che di questo fatto ce ne siamo dimenticati tutti)
– “E pecchè maritemo non è stato 20 anni a la Germania. Qua ha sempre esistito sud e nord, che te pienz’. Embè mo c’è volessero fa crere ca è no problema sta cosa re viaggià pè potè campà meglio”. (anche mio marito è stato 20 anni in Germania. Qui -in Europa- è sempre esistito il nord e il sud. Adesso vorrebbero farci credere che è un problema viaggiare per poter vivere meglio?)
– “Wee, Omar, mantienete forte, non te preoccupà nui te vulimm’ bene”. (Omar, mantieniti in salute e non ti preoccupare, noi ti vogliamo bene)

Queste sagge signore, nell’accogliere il ragazzo, hanno fatto appello alle qualità positive che caratterizzano tutti gli esseri umani (e in modo marcato, nel genere femminile): appartenenza alla stessa specie (e quindi stesse capacità emotive, stesso potenziale di sviluppo dell’intelligenza, stesse capacità motorie, ecc ecc), utilizzo di una memoria storica (se andassimo indietro nel tempo scopriremo che nessuno di noi è appartenente a nessuna nazionalità o razza specifica) che tutti noi possediamo e l’empatia, di cui tutti gli animali sono dotati. A sfavore delle qualità che possono portare a derive molto negative come la territorialità, la gestione delle risorse, la paura, la competitività e tutte le altre motivazioni che ci spingono a delineare limiti e confini entro i quali poi, ci barrichiamo.

La capacità di accogliere sarà tanto maggiore quanto più saremo in grado di immedesimarci nell’altro, ovvero di sentire dentro noi stessi le sue emozioni.

Quindi, di avvertire gli altri come simili a noi. Se ci concentreremo sulle differenze invece, ci allontaneremo, avvertendo l’altro come “diverso”.

Ora, tutto potrebbe sembrare una questione di scelte e di punti di vista se non fosse per la genetica, che ci fornisce dei dati molto sorprendenti. Quali? Guardate il video di questo meraviglioso studio scientifico per scoprirlo!

Ma perché un sito che parla di animali mette in risalto un argomento che tratta di persone? Lo scoprirete nel prossimo articolo!



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