Oggi porto alla vostra attenzione questo video:

Come potete notare, in questo video si vede un uccellino in un piccola gabbia che compie sempre la stessa azione. Passa da un trespolo all’altro, in un movimento ciclico e continuo che ad un occhio inesperto potrebbe sembrare naturale ma che naturale non è.

Quando gli animali compiono sempre lo stesso gesto in modo ripetitivo e sistemico c’è qualcosa che non va.

Succede soprattutto agli animali in cattività, quando l’ambiente in cui vivono non è idoneo al loro etogramma (comportamento allo stato brado). Possiamo osservare queste ripetizioni negli animali che vivono negli zoo, in quelli che vivono nelle gabbie o chiusi in casa senza poter mai fare esperienze a loro idonee. Succede nei parchi acquatici o in quelle situazioni di addestramento pressante.

Quando gli animali compiono azioni ripetitive e ossessive, dobbiamo interrogarci su cosa stia succedendo. Perché in quel momento ci raccontano di una grande difficoltà, di una tristezza profonda che li induce ad autorasserenarsi tramite la ripetizione di movimenti.

Lo fanno anche i nostri animali domestici: mordersi o iseguersi frequentemente e con foga la coda, leccarsi insistentemente sino a far cadere il pelo, camminare per casa compiendo sempre lo stesso giro, mordersi le zampe, sono tutte espressioni di una profonda tristezza che non va assolutamente sottovalutata.

A volte, a noi strani animali che portiamo, con i nostri strani comportamenti, alcuni animali a mettere in atto determinate strategie di sopravvivenza, sembra che giochino, che si divertano, che si puliscano  che semplicemente facciano così perché “sono animali”. Invece, tutto questo è un campanello d’allarme che ci suggerisce che dobbiamo assolutamente fare qualcosa per migliorare la situazione.

I fiori di Bach sono un ottimo supporto nel caso di situazioni di forte stress.

Alleviano in senso di profonda tristezza e aiutano l’animale a sentire meno l’esigenza di autorasserenarsi. Chiaramente, se abbiamo un animale che si comporta in questo modo è nostro compito modificare tutte quelle situazioni che lo portano a comportarsi così. Abbiamo il dovere di intervenire per migliorare la sua vita perché, se il nostro animale ci mostra la sua tristezza, ci sta chiedendo disperatamente aiuto.

Nel video che abbiamo appena visto, l’uccellino è recluso. E già questo basterebbe a spiegare perché si comporta così. Ma oltre ad essere recluso, le dimensioni della gabbia sono minuscole, si trova in una situazione di isolamento sociale rispetto ai suoi simili, è esposto al passaggio di persone che non conosce, rumori che di certo non sono naturali per lui (la gabbia è di fianco ad una lavatrice) e a volte quell’area è frequentata da un cane, predatore occasionale di uccelli di piccola taglia.
Come pensate che si senta?