Ansia da separazione: come risolvere questo problema?

Uno dei problemi maggiormente diffusi per noi proprietari di cani è l’ansia da separazione.

E’ un problema molto riconoscibile perché il cane si comporta in questi modi:

  • Ulula quando è solo in casa
  • Ci segue in tutte le stanze e non riesce a stare da solo neanche in una stanza
  • Gratta muri, porte o finestre quando resta solo
  • Morde muri, stipiti di porte o divani
  • Strappa carta, stoffa, traversine e tutto quello che trova a tiro
  • Mastica e rompe oggetti
  • Fa pipì in casa quando normalmente, in nostra presenza, non lo fa
  • Non mangia e non beve se non siamo in casa
  • Cammina per casa, in moto perpetuo, senza rilassarsi mai
  • Ci aspetta dietro la porta e quando torniamo ci fa delle feste esageratissime

Si lecca in modo compulsivo zampe, fianco, zona perineale o si morde e strappa il pelo

Tutti questi comportamenti sono una forma di comunicazione, tramite la quale il nostro cane ci sta dicendo che lo stare da solo è una impresa troppo grande per lui: lo porta in uno stato di tale disperazione che, per cercare di arginare questa emozione, mette in atto questi comportamenti.

 

Non sono dispetti o modi di attirare l’attenzione, anzi! Sono richieste di aiuto, modi che il nostro cane ha di dirci: “Hey, ho bisogno di una mano! Non so gestire la solitudine!”

E mentre lui soffre la nostra mancanza, noi dall’altra parte sentiamo la sua mancanza e ci sentiamo stringere il cuore quando siamo costretti, dalle cose della vita, a chiudere la porta di casa, lasciandoci alle spalle qualcuno che amiamo e che sappiamo che sta soffrendo.

Ci sentiamo in colpa, non riusciamo a goderci il tempo speso fuori, non vediamo l’ora di tornare, siamo preoccupati. Compriamo telecamere, gli lasciamo giochini, ossetti, kong.

Esasperati, possiamo addirittura arrivare a metterlo nel kennel (o trasportino) pur di non farci devastare casa o per scongiurare che si possa far male. Ma quello che otteniamo è un cane triste, spento, rassegnato, che perde fiducia nel rapporto e che non si sente amato.

Allora possiamo provare percorsi educativi nella speranza di risolvere ma purtroppo l’ansia da separazione è un problema tanto difficile da sradicare perché il coinvolgimento emotivo è altissimo e ogni volta che le emozioni vanno su, la capacità di ragionare e apprendere va giù.

E così, molto frequentemente neanche il training funziona. E non è che non funziona perché è inutile, ma perché manca uno step prima, manca un passaggio precedente ma FONDAMENTALE: va abbassata PRIMA l’intensità delle emozioni per POI lavorare sul comportamento (e quindi sperare di poter insegnare qualcosa di nuovo, tipo scaricare la tensione su un kong o giocare con un oggetto).

E a questo punto, ci vengono proposti psicofarmaci.

Ma pochi proprietari sono disposti a dare psicofarmaci ai propri cani. Perché i farmaci hanno tanti effetti collaterali e in molti casi, destabilizzano il cane, rendendolo più intontito e meno reattivo.

Ma nessuno vuole questo per il proprio cane!

Il sogno è quello di risolvere l’ansia da separazione MANTENENDO INTATTO IL CARATTERE DEL CANE e la sua giovialità, oltretutto senza creargli danni collaterali.

E allora, come si fa portare il cane a vivere la nostra assenza come una placida attesa (invece che come un tormento) e contemporaneamente non utilizzare farmaci o non incappare in percorsi educativi lunghi e spesso poco efficaci?

Ne parliamo alla web conference GRATUITA di martedì 19 ottobre alle 21.

Nel video in basso vedi Nala. Lei ha superato alla grande la sua disperazione nel restare sola e lo abbiamo fatto insieme, con le tecniche di cui voglio parlarti nella web conference!

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