Carmelina & i gatti magici



Ogni mattina, intorno alle 8, nel mio quartiere compare Carmelina.

Non lo so se si chiama davvero così, ma mi piace dare un nome tutto suo a questa piccola vecchietta di settant’anni che ogni mattina compare con il suo carrellino della spesa pesantissimo. Dentro il suo bagaglio giornaliero, Carmelina ha moltissime cose buone: ritagli di carne, biscottini, scatolette, crocchette. Attorno a lei, i diversi gatti delle diverse zone del quartiere.

Ci sono i gatti di via Giulia, sei o sette codine alte che miagolano e si strusciano addosso a Carmelina mentre lei sceglie cosa dare loro da mangiare.

Ci sono i gatti del parco dei Pini, tre gattoni che sicuramente vengono sfamati da più di una Carmelina.

Ci sono poi gatti di via Montagna, più selvatici e schivi, ma chissà perché, di grande affettuosità solo con lei.

Carmelina però non è specista: tutti gli animali hanno bisogno di mangiare. Anche se hanno già mangiato, anche se stanno palesemente ben messi, anche se sono cani al guinzaglio. Anche se sono Bulla.

Una mattina ero in giro con Bullina e ci accostiamo alla la signora dei gatti.

–  “Buongiorno signora”, le dico. Sono intenerita da questa piccola donna.

Vorrei parlarle, sapere perché, ogni mattina, Carmelina sfama i gatti del quartiere.

–  “Buongiorno a lei” mi risponde. “Che bel cane che tenete! Aspettate!” mi dice, mentre sposta la sua attenzione al carrellino.

Inizia a scavare nelle mille tasche e tira fuori dei biscottini racchiusi in una busta che precedentemente conteneva mozzarella. L’aspetto non era molto invitante, ma Bulla non è mai stata una esteta e aveva già intuito il senso di tutti quei movimenti. La signora dei gatti si trasforma momentaneamente nella signora dei cani, più precisamente nella signora dei cani bianchi un po’ panzoni che si chiamano Bulla e, mentre le allunga un pezzo di biscottino, mi chiede:

–  “Signora o signorina?”

–  “Signorina” le dico.

–  “Brava!” ribatte Carmelina, “E restate signorina, sentite a me! Io ho avuto un matrimonio sfortunato, infelice, con un marito che non mi piaceva, una brutta persona. Io per questo do da mangiare ai gatti, perché loro mi amano più di quanto mi abbia mai amato mio marito. È così: gli animali sono meglio dei cristiani”.

Mentre continua a raccontare la sua storia, allunga continuamente dei biscottini a Bulla, ormai in semi-estasi di innamoramento per questa gentile signora un po’ canara e un po’ gattara, ma sicuramente, pensa Bulla, una persona speciale.

Mentre ci stiamo per salutare, riempie un piccolo sacchetto con altri biscotti: “Così glieli date pure nei prossimi giorni”. A nulla valgono le mie proteste, Carmelina non poteva assolutamente lasciarmi andare senza aver provveduto a sfamare anche il mio Bulla, nonostante l’evidente sovrappeso.

Ci salutiamo ed io mi avvio verso il centro del paese. Penso a Carmelina e a quello che mi ha appena detto.

Lei non poteva immaginare quanto profondo e quanta verità ci fosse in quello che stava dicendo.

Almeno, a livello razionale non poteva saperlo. Ma il suo cuore, quello si che sente la forza guaritrice dei gatti magici del quartiere che ogni giorno, fusa dopo fusa, miagolio dopo miagolio, sanano l’enorme ferita nella femminilità di questa piccola signora di settant’anni.

Anche se, a livello cognitivo, Carmelina non ha formulato il pensiero “dare da mangiare ai gatti è un processo di cui la mia interiorità ha bisogno per esprimere il suo senso di cura, di amore materno e incondizionato, per sentirmi io stessa utile al mondo e di avere un valore reale e riconoscibile per qualcuno. Per riscattare, una volta per tutti, le decine di anni passati a non sentirmi amata, apprezzata, guardata e abbracciata in quanto donna e moglie”, i suoi movimenti vanno in quella direzione. In modo del tutto spontaneo, l’anima di Carmelina si lascia curare dall’energia dei gatti magici che, ogni giorno, la ringraziano di essere di nuovo lì, con il suo carrellino pieno di cibo, a prendersi cura di loro.

gatti 2

Alcune verità le riconosciamo come tali in modo incondizionato. Sono verità assolute che sappiamo essere pilastri della nostra esistenza. Affermazioni certe che rivelano il segreto della meccanica delle relazioni e della forza evolutiva dell’anima.

Come la sensazione, ormai quasi un dato di fatto nel sentire, che “i cani e i gatti rispecchiano il padrone”. Ogni volta che sento qualcuno affermare questa verità, resto a bocca aperta.

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E resto sbigottita dinanzi alla potenza dirompente e saggia delle meccaniche dell’anima che, in barba a tutti i ragionamenti, riesce a trovare il modo per incontrare l’altro e lasciarsi guarire, in modo profondo e silenzioso, come fanno i gatti magici con Carmelina.

 

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5 risposte a “Carmelina & i gatti magici”

  1. Katia ha detto:

    In queste parole appena lette intravedo amore..devozione…fiducia e rispetto che questi animali e Carmelina tutti i giorni si scambiano… È una donna che tocca il cuore a chi scrive questo articolo , la quale a sua volta riesprime tutto ciò con disinvoltura è amore… 🥰

  2. Marta ha detto:

    Solo chi ci mette tanto impegno sacrificio e tanto amore a prendersi cura dei randagi può capire la sensibilità estrema di queste anime meravigliose che ti aspettano con tanta devozione e ti dimostrano la loro gratitudine. Cosa ormai rara dell’essere umano. I e mio figlio ci occupiamo di una colonia felina e 4 di questi li ho portati a casa da cuccioli x curarli e sono rimasti con me ( ne ho 6 ). È indescrivibile quello che si prova quando vai li con il cibo e loro prima di mangiare ti fanno mille feste come x ringraziarti e ti seguono x avere un contatto con te. Fa bene al cuore e all’anima e dolo chi si comporta così con queste meraviglie della natura ha la capacità di amare veramente ogni singolo essere vivente sulla terra.

  3. Roberta ha detto:

    Basta guardare negli occhi un animale per comprendere che dietro che una piccola anima che si esprime con un linguaggio magico a cui non siamo più avvezzi. Poter imparare giorno dopo giorno quel linguaggio è un privilegio. Poterlo usare è un onore … almeno per me.

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