Educatore cinofilo, istruttore cinofilo e addestratore. Quali sono le differenze?



Nel mondo della cinofilia esistono tante figure professionali e non è affatto facile scegliere la figura più adatta a ciò di cui abbiamo bisogno.

In questo articolo troverai le principali differenze tra la figura dell’addestratore, quella dell’educatore e quella dell’istruttore, così da poter scegliere con maggiore consapevolezza quello che ritieni più idoneo per te.

Sei pronto? E allora partiamo per questo bellissimo viaggio nel mondo dell’educazione cinofila! ❤️

Addestratore cinofilo.

Il lavoro di un addestratore cinofilo si basa sull’obbedienza. Insegna quelli che vengono definiti comandi (dice quindi al cane cosa fare e quando farlo).

Un problema comportamentale è visto come una tara del cane, una mancanza di abilità.

È un modo abbastanza egocentrato di vedere la relazione con il cane: io proprietario ti dico cosa fare, tu cane lo esegui.

In genere la relazione che si instaura tra cane e proprietario è di tipo militaresco, in cui il cane è visto come un sottoposto dell’essere umano. Il cane deve essere obbediente e il libero arbitrio dell’individuo, la spontaneità e la libertà non sono quasi mai premiate.

Questo però non vuol dire che non ci sia amore in questo tipo di relazione. Ma sicuramente è un tipo di amore condizionato: io ti amo a patto che tu sia bravo e ti accetto a patto che tu faccia quello che io ti comando di fare.

In genere in questo tipo di approccio troviamo strumenti come collari, collari a strozzo, guinzagli corti, strattonate, premi in cibo.

La parola d’ordine è “performance”.

Questo tipo di addestramento si basa sulla paura di sbagliare e sulla subordinazione. L’atteggiamento del proprietario viene messo in discussione solo quando è “troppo gentile, troppo morbido”.

Il cane non viene valutato per le sue qualità o le sue fragilità e il piano educativo è standard, uguale per tutti i soggetti, paurosi o estroversi che siano.

In generale, questa tecnica tende a modellare cani simili tra loro, in cui i tratti della personalità e la fantasia del soggetto stesso non viene valorizzata e le parole d’ordine sono capobranco, gerarchia, obbedienza.

Per gli addestratori, un cane bravo è un cane obbediente.

Educatore cinofilo

Gli educatori cinofili intervengono laddove ci sono problemi di gestione quotidiana (il cane tira al guinzaglio, abbaia mentre mangiamo, non vuole scendere dal divano, fa la pipì a terra e così via). Piccoli problemi che si vengono a creare nella vita di tutti i giorni.

Esistono due tipi di educatori:

Educatori Cinofili Gentilisti

sono educatori empatici, che utilizzano lodi e premi per educare il cane. Anche in questo caso esistono comandi, ma vengono insegnati con metodi delicati, che rispettano la felicità e l’appagamento del cane stesso.

Anche per i gentilisti le performance sono importanti e tendenzialmente c’è una attenzione all’obbedienza.
Gli strumenti utilizzati in genere sono pettorina, guinzaglio corto, premi in cibo e lodi.

La relazione è vista come una amicizia tra il proprietario e il cane.

C’è una attenzione alle emozioni del cane e a come si comporta il proprietario, il quale, se troppo duro o incisivo, in genere viene esortato alla gentilezza, al dire le cose in modo più empatico, restando comunque comprensibile al cane stesso.

Il cane viene visto come individuo con doti e fragilità e il piano educativo viene stabilito in base all’identità del cane.

Un problema comportamentale viene interpretato come un modo per esprimere una difficoltà da parte del cane.

Può esistere la figura del capobranco e la visione gerarchica della famiglia, ma non è detto.

Per gli educatori gentilisti, un cane bravo è un cane obbediente e felice.

Educatori Sistemico-relazionali:

Questo tipo di educatori vede il cane come soggetto facente parte della famiglia, i cui comportamenti derivano non solo dall’individualità del cane stesso, ma anche dal carattere di ogni familiare e dal tipo di approccio che ciascun familiare ha con il cane.

Un problema comportamentale viene visto come risultato dei comportamenti delle persone della famiglia, dell’ambiente in cui vive e delle caratteristiche emotive e caratteriali del cane.

Gli strumenti utilizzati, in genere, sono guinzagli lunghi (3 metri), pettorina, premi in cibo e lodi.

In questo tipo di educazione, difficilmente vengono inseriti comandi perché l’obiettivo dell’educazione è incrementare le qualità che il cane stesso ha.
Quindi, invece di punire o inserire comandi, si sprona il cane ad intuire la soluzione migliore, sviluppando in questo modo l’autostima e nutrendo la relazione.

Anche per i sistemico-relazionali, come per i gentilisti, un problema comportamentale è visto come una espressione di una difficoltà del cane, il quale chiede aiuto tramite quel comportamento.

Non esiste la figura del capobranco ma l’essere umano è visto come una guida. Non si parla di gerarchia ma di ruoli familiari.

Per gli educatori sistemico-relazionali, un cane bravo è un cane competente.

Ovvero, un cane che sa cosa fare e sa come comportarsi in modo autonomo, senza l’ausilio di comandi o suggerimenti da parte del proprietario.

Generalmente, gli educatori cinofili sistemico-relazionali si sono formati in scuole cinofile appartenenti alla scuola SIUA o ThinkDog.

Istruttore cinofilo

L’istruttore cinofilo è un educatore cinofilo che ha continuato la sua formazione per aiutare le famiglie con cani che manifestano problemi comportamentali.

I problemi comportamentali esulano dalle normali difficoltà quotidiane che si possono sviluppare nel tempo, in quanto sono espressione di un disagio molto forte che può anche arrecare danni al cane stesso o a terzi.

Per esempio, sono competenza dell’’istruttore cinofilo:

  • Panico (per esempio, il cane può fare male a sé stesso tentando di scappare, può avere complicazioni fisiche a causa di una tachicardia eccessiva o può anche aggredire un altro soggetto)
  • Aggressività
  • Ansia da separazione (può far del male a sé stesso leccandosi o mordicchiandosi, mordendo recinzioni e così via. Può anche fare danni di tipo economico, distruggendo oggetti o arredamenti)
  • Iperattività (questo tipo di difficoltà emotiva rende la qualità di vita del cane e della famiglia molto bassa e richiede competenze di tipo istruttorio)

E così via.

Tutto quello che è pericoloso per il cane o per terzi è di competenza di un istruttore cinofilo.

Anche in ambito istruttorio, troviamo gentilisti e sistemico-relazionali.

L’addestratore invece si occupa sia di problemi di gestione quotidiana che di problemi comportamentali.

Ora che sai quale è la differenza tra queste figure professionali, puoi scegliere la figura più adatta a te e fare qualche domanda prima di affidarti ad una figura piuttosto che ad un’altra.

Spero che questo articolo ti sia stato utile e abbia fatto un po’ di chiarezza nel mondo dell’educazione cinofila 😊



4 risposte a “Educatore cinofilo, istruttore cinofilo e addestratore. Quali sono le differenze?”

  1. frida ha detto:

    Se ho capito bene…io ho bisogno dell’ istruttore cinofilo. Il problema del mio cane meticcio di 4 anni e mezzo e’ che aggredisce i cani maschi( tutti). AUna volta ha morso anche una femmina, io purtroppo da piccolo non l’ ho fatto socializzare abbastanza per cui penso sia colpa mia. Ora non so se e’ troppo tardi per intervenire…

    • federica.roano ha detto:

      Ciao Frida. Si, è così. In casi come questo è l’istruttore cinofilo ad intervenire, aiutando, sin dove è possibile, il cane nella socializzazione 🙂 Potrebbe essere necessario anche l’intervento di un veterinario esperto in comportamento, allo scopo di valutare attentamente la linea da seguire. 🙂

  2. Marika ha detto:

    Articolo chiaro e preciso, senza saperlo adotto da sempre coi miei cani un approccio “sistemico relazionale” adoro imparare da loro, mi hanno insegnato l’importanza della coerenza e dell’attenzione…..anche perché io sono una “disobbediente” per natura. Grazie mille, ottimo

    • federica.roano ha detto:

      Molto spesso accade che, spontaneamente, aderiamo ad una certa visione piuttosto che un’altra. Sono felice che la tua sia quella sistemico-relazionale. Ps anche io sono abbastanza disobbediente, ti capisco! 😀

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