Posso scoprire come una persona ama osservando la relazione con il suo Anima-le domestico?

Ognuno di noi ha un suo personale modo di amare.

C’è chi ha bisogno di tante conferme, di sentirsi dire che è importante per la persona che ama, di progettare un futuro insieme in modo minuzioso e a lunga scadenza.

C’è invece chi si sente a proprio agio vivendo il momento, dando per scontato che il partner lo ami a prescindere dalle sue esternazioni.

C’è chi invece ha bisogno di controllare ciò che l’altro fa per paura che possa ferirlo o abbandonarlo, chi puntualizza quello che potrebbe essere migliorato o ciò che non va bene allo scopo di migliorare l’altro, chi fa tante richieste, chiedendo più presenza o più dimostrazioni di affetto, e c’è chi dona in modo incondizionato, al di là di ciò che poi in effetti riceve.

Anche se con diverse sfumature (dovute al ruolo che l’altro ricopre), ognuno di noi ha un modo di amare che unisce tutti i comportamenti espressi in tutte le relazioni.

 

C’è chi ad esempio ha un fare materno, chi invece ha bisogno di molto spazio e dà molta libertà, chi è molto paziente e aspetta i tempi di evoluzione dell’altro, chi invece bacchetta e sollecita chi ama.

Sono modi di fare e di amare che seguono degli schemi ben precisi e che accomunano tutte le relazioni.

Guardando il modo in cui una persona si comporta con il proprio Anima-le, è possibile capire che tipo di amore lo caratterizza.

 

Se ad esempio una persona è molto tranquilla con il proprio Anima-le, lo lascia libero di fare esperienze, di relazionarsi con il mondo esterno in modo fiducioso e aperto, di sperimentare sé stesso e le sue capacità, è probabile che abbia questa stessa tendenza con le persone interno a sé e con sé stesso.

Se invece tende a proteggere il proprio Anima-le, si spaventa quando si trova ad affrontare nuove situazioni, è un po’ geloso dei rapporti che questo ha con gli altri, è probabile che sia lei per prima spaventata dalle novità o si senta minacciata da qualcosa e che quindi tenda a proiettare queste preoccupazioni anche sul proprio Anima-le.

Se invece si aspetta un certo atteggiamento da parte del proprio Anima-le (ad esempio di essere socievole con tutte le persone), questo potrebbe rispecchiare una tendenza alla performance, ovvero una tendenza ad avere aspettative verso i comportamenti altrui.

Questo tipo di osservazione è applicabile ad ogni tendenza comportamentale, dall’aggressività all’accondiscendenza.

Quindi possiamo scoprire tanto dell’altra persona tramite l’osservazione del comportamento che ha con il proprio Anima-le.

E lo stesso vale per noi stessi.

Possiamo farci moltissime domande utili mentre proviamo una certa emozione o tendiamo a fare una certa cosa con loro. Ad esempio: se siamo sempre scontenti di come si comporta il nostro Anima-le, possiamo chiederci se tendiamo a giudicare noi stessi o gli altri con una uguale facilità.

Se invece siamo preoccupati nel lasciarli da soli, possiamo chiederci se noi per primi abbiamo difficoltà con l’idea della separazione.

Se invece ci arrabbiamo con loro, possiamo osservare se questa rabbia emerge anche in altre dinamiche relazionali e chiederci quale sia il profondo fattore scatenante di questa emozione.

Come sempre, i nostri Anima-li sono qui per raccontare qualcosa di noi. Tramite la relazione con loro possiamo osservare noi stessi, le nostre dinamiche interiori, le nostre fragilità e i nostri punti di forza.

E allo stesso modo, possiamo comprendere i motivi dell’agire di altre persone, entrando nella loro prospettiva e diventando più accoglienti, empatici e gentili con le difficoltà altrui.

Come mi ha detto un signore per strada qualche giorno fa: “avere un Anima-le al proprio fianco è un onore.”.

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