Nello scorso articolo abbiamo parlato del modo in cui i fiori di Bach supportano le persone. Ma come funziona per gli animali? Quando e quali trasformazioni possiamo apprezzare? Sono cambiamenti definitivi?

Usare i fiori di Bach sulle persone o sugli animali comporta una grande differenza: noi persone sappiamo cosa stiamo facendo e lo facciamo intensionalmente, gli animali no.

Possiamo agevolare il processo di cambiamento tramite la consapevolezza di ciò che stiamo facendo o possiamo ostacolarlo, temendo un inganno della mente e ponendo mille dubbi rispetto al cambiamento che stiamo vivendo.

Per gli animali invece, ogni cambiamento indotto dai fiori di Bach non viene analizzato, passato al setaccio, giudicato, soppesato. Non c’è un interrogazione rispetto alla direzione che si sta intraprendendo. Il cambiamento arriva in modo delicato e viene semplicemente vissuto.

Questo dettaglio rende il lavoro dei fiori molto semplice: trovano una strada spianata in cui non c’è aspettativa e ogni miglioramento e ben accolto e vissuto.

Chiaramente, anche per gli animali i fiori sono un percorso. Non accade quasi mai che il giorno dopo la prima somministrazione l’animale abbia già risolto le sue problematiche. Se è vero che i sentieri si tracciano camminando, dovrà fare un bel po’ di passi avanti e indietro perché il nuovo comportamento si fissi e diventi preferenziale.

E nel suo fare avanti e indietro, possono esserci ricadute in cui si comporta di nuovo come in passato, proprio come non stava facendo più da un po’ di tempo. Non allarmiamoci però. È solo un piccolo inciampo in un nuovo percorso.

Quindi, nel periodo di somministrazione dei fiori sarà naturale vedere dei cambiamenti, molto spesso lampanti, seguiti da piccole e momentanee ricadute. Fluttuazioni che segnano che qualcosa si sta muovendo ed ogni tanto, per abitudine, si ritorna sul vecchio cammino, per poi ritornare sulla nuova strada. Dopo i primi 21 giorni comunque c’è sempre un netto miglioramento rispetto alla situazione di partenza.

Anche per gli animali, assumere i fiori di Bach non vuol dire snaturarsi. I cambiamenti avverranno nel rispetto di ciò che l’animale è. Ad esempio, un cane iperattivo non diventerà mai un cane da divano. Diventerà invece un soggetto che sa quando può dare libero sfogo alla sua energia e quando invece non è il caso. Un cane che odia essere manipolato non potrà mai diventare un super coccolone, ma imparerà ad accettare le coccole come forma di affetto.

Il lavoro con i fiori di Bach è sempre molto rispettoso della personalità di chi li assume. È giusto mantenere ciò che l’animale è, senza pretendere di trasformarlo in ciò che noi vogliamo che sia.

I risultati che si ottengono con i fiori di Bach, se il percorso viene strutturato bene e seguito fino in fondo, sono definitivi e i rimedi non vanno assunti per tutta la vita. È come imparare ad andare in bicicletta. Una volta imparato, non si ha più bisogno delle rotelle che fanno da supporto.